Home Cultura e Spettacolo Svelato il mistero di Atlantide… alla libreria Farenheit di Nettuno

Svelato il mistero di Atlantide… alla libreria Farenheit di Nettuno

147

(Riceviamo e pubblichiamo)

Svelato il mistero di Atlantide

Con la conferenza che si è tenuta sabato scorso 13 marzo alla libreria Farenheit, tenuta dal ricercatore Maurizio Stasi, è stato messo il punto definitivo sul mistero di Atlantide. “No”! Ci dice Stasi “la mia è una ricerca non tanto sull’Atlantide narrata da Platone quanto sul testare la possibilità dell’esistenza di una civiltà antidiluviana perpetrata in miti e leggende arrivate sino a noi”. Frutto di una ricerca documentale svolta in dieci anni di attività, troppi sono gli elementi emersi per non asseverare una simile possibilità! Una sequela di testimonianze presentate al pubblico, durante la conferenza, che partono dalla conoscenza astronomica di antichi Sumeri, Caldei, Greci, ecc. che ci parlano, già 4.000 anni fa, di pianeti, stelle e galassie, per passare alle cartografie precedenti la scoperta dell’America, in cui sono presenti isole, ghiacci e porzioni di terra visibili solo 8-10.000 anni prima; per non parlare di quel canale presente in Antartide, visibile nell’atlante di Bauche, ma che è sepolto, attualmente, sotto 1.000 mt. di ghiaccio e che era visibile oltre 10.000 anni prima.

Conferenza illustrata con fotografie del muro di Bimini, Lanzarote, Cay Island, ecc, tutti manufatti costruiti dall’uomo, sepolti sott’acqua, che ci attestano la presenza umana in siti una volta emersi; e poi ancora ritrovamenti in Colombia, in Egitto; uccelli dalle forme più simili ad aeroplani che non a forme animali, attestate, da cartigli egizi, essere dono degli dei; dei che hanno nomi diversi: Uan (sumero), Uaana (Maya), Nommo (Dogon), ecc.; dei, provenienti dal mare, che hanno insegnato la civiltà a quelle popolazioni, ma non solo, come la conoscenza di Sirio che era “l’oggetto più pesante dell’universo” e noi sappiamo solo da poco che Sirio è una stella doppia con una nana che quella sì è l’oggetto più pesante che si conosca, e poi la “Pila di Bagdad”, la “Lente di Nimrud”; e che dire poi quando si è affrontato l’argomento delle testimonianze sull’agricoltura e la ceramica; testimonianze che hanno sconvolto le credenze comuni.

L’agricoltura? Era conosciuta 26.000 anni fa in polinesia! La ceramica? Nasce lì nel 12.000 a.C. Ricerche complete quelle dello Stasi che hanno abbracciato anche studi sul DNA, su migrazioni batteriche; un tutto che ci porta a documentare la migrazione di conoscenze da uno scenario del pacifico sino alle spiagge del Medio-Oriente, dell’Europa e dell’America, migrazione che assevererebbe l’esistenza di quel famoso “Continente di Mu” scomparso con i suoi 60 milioni di abitanti nel giro di una notte. Una nuova storia quindi, tutta da scrivere! Una antica civiltà! Ma dove cercarla? “Dove l’ha posizionata Platone nel suo racconto”! In mezzo all’Atlantico, in quel posto, di cui lo Stasi ha fornito fotografie e coordinate geografiche, posto noto da oltre 10 anni, facilmente riscontrabile nelle fotografie satellitari di chiunque voglia documentarsi. “Non sappiamo cosa sia” precisa il nostro ricercatore, ma è un sito facilmente indagabile ma che per motivi politici e religiosi, volutamente, viene ignorato! Interessantissima esposizione di una vastità enorme che ha suscitato forti perplessità sulla reale conoscenza del nostro passato.

Una promessa ci ha fatto lo Stasi prima di congedarsi: di allargare la nostra conoscenza con l’esposizione, in futuro, della “Teoria del distacco crostale”, teoria che descrive il processo geofisico che ha messo fine a quella civiltà, un appuntamento a cui non mancheremo!

Marzia Ossiuti