Home Cultura e Spettacolo Nettuno – L’Americana di Cretarossa, si cercano testimonianze

Nettuno – L’Americana di Cretarossa, si cercano testimonianze

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Nasce da lontano la storia dell’Americana che nei primi anni 20 del ‘900 si trasferì a Nettuno dall’America appunto, acquisto quattro ettari di terreno nel quartiere di creatore e ci visse fino alla sua morte, poco prima della II guerra mondiale, in una splendida villa vista mare che sorgeva dove oggi ci sono le case che arrivano fino al Grattacielo. L’Americana era Maria Leftwich, che alla fine dell’800 divorziò dal marito, il fondatore della Dodge, e si trasferì in Italia, prima a Roma e poi a Nettuno, con i due figli. Il primo William, venne iscritto in un collegio di Parigi, a studiare con i migliori artisti dell’epoca, la seconda Anita, cresciuta proprio a Nettuno. Il Comune di Nettuno si è ricordato dell’Americana perché il pronipote della donna (cresciuto in America, poiché prima dello scoppio della II guerra mondiale Anita tornò in patria, visto che era sconsigliata la permanenza in un Paese con cui gli Usa stavano per entrare in guerra) si trovò a leggere sul New York Times dei festeggiamenti per il 74esimo anniversario dello sbarco Alleato, avvenuto proprio a Nettuno in località Cretarossa e, ricordando i racconti del nonno William (si tratta del famosissimo William de Leftwich Dodge illustratore per Le Figarò e autore della Madonna dell’Oleandro, eseguito proprio a Nettuno, oltre che tra i primi e più apprezzati autori di murales di Boston, tra i padri della moderna pop art) spesso presente in zona, scrisse al primo cittadino per chiedere che fine avesse fatto la casa e il terreno che la sua famiglia aveva posseduto per tanti anni. Da qui è partita una ricerca storica, condotta da Alberto Sulpizi che si tradurrà a breve nella realizzazione di un volume edito dalla Pro Loco Città di Nettuno. Ed è proprio Sulpizi, in cerca di testimonianze sulla permanenza dellAmericana a fare appello a quanti l’abbiano conosciuta e abbiano frequentato la casa, abbattuta per fare posto alle attuali abitazioni. Chi fosse in possesso di informazioni, notizie, testimonianze e fotografie può contattare Sulpizi sul profilo Facebook Alberto Moretto Sulpizi oppure scrivendo alla mail lupodellaseccia@yahoo.it.