Home Cultura e Spettacolo In viaggio per cultura, la storia dello scrittore itinerante Emanuele Sapuppo

In viaggio per cultura, la storia dello scrittore itinerante Emanuele Sapuppo

I libri sono come i viaggi, non sai quali sorprese ti aspetteranno e quante scoperte farai. La storia di Emanuele Sapuppo è davvero ricca di cose straordinarie e sarebbe

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di Mirko Piersanti

I libri sono come i viaggi, non sai quali sorprese ti aspetteranno e quante scoperte farai. La storia di Emanuele Sapuppo è davvero ricca di cose straordinarie e sarebbe troppo riduttivo ridurle a un solo libro. Eppure in queste poche righe abbiamo trovato le parole chiave che caratterizzano quel percorso di vita che ha deciso di intraprendere Emanuele, ovvero libri e viaggio. Quel che occorre precisare però è che molte volte, e anche erroneamente, si associa il concetto del viaggio alla semplice vacanza. La parola “viaggio” è infatti sinonimo di scoperta, di dialogo, di conoscenza e condivisione con l’altro, viaggio vuol dire anche accogliere dentro di sé nuovi valori, è vedere le cose da più prospettive diverse, ma soprattutto è scoprire sé stessi. “Emanuele è un uomo qualunque, è un messaggio che sta andando avanti in tutta Italia barattando libri, e dietro questo baratto di libri che scrivo c’è la possibilità di dare come esempio, anche se il mio è un po’ estremo,  che nella vita possiamo osare”. Si presenta così Emanuele, lui che si definisce solo un uomo semplice, una persona che all’inizio era sposata, ma  che poi si è separata. Prima di intraprendere i suoi viaggi Emanuele aveva un posto di lavoro fisso che però lascerà dopo 20 anni così come lascerà la carriera di attore. Dopo la fine del suo matrimonio, Emanuele ha bisogno di fare una ricerca interiore per ritrovare e conoscere sé stesso. “Dopo quel periodo di sofferenza sono riuscito a cambiare interiormente – continua  a raccontarci Emanuele Sapuppo – ho lasciato la vecchia vita facendo proprio un’inversione perché ho capito che la verità personale è dentro di noi, sembrano parole già sentite eppure nel mio caso ho sentito nel mio percorso una beatitudine come non mai. Allora ho sentito in questo momento di prendermi una pausa, dopo il licenziamento nel 2009 i miei colleghi mi avevano detto che ero un folle a lasciare il mio posto di lavoro, io però ho risposto a loro che avrei fatto un salto nella luce”.
Dopo l’addio al suo storico lavoro di postino, Emanuele si prende un anno sabatico. Proprio in quel periodo Emanuele incomincia  a scrivere dei racconti e piano piano esce fuori un libro che sarà pubblicato con il titolo “Il risveglio di Jacopo Canegatti”.  “Comincio allora a credere che nella vita tutto si avvera se tu lo pensi con il cuore. Dopo aver scritto “Il risveglio di Jacopo Canegatti” mi viene consegnato un premio nel 2014 dall’Ente del Turismo e Spettacolo Europeo in Campidoglio, Riconoscimento Personalità Europea categoria giovani”. Il premio che è stato conferito ad Emanuele è uno dei più importanti in circolazione ed è stato conferito anche ai più grandi nomi del cinema, della televisione e della cultura italiana. A questo premio se ne aggiunge un secondo, ovvero quello per la “Spiritualità nella scrittura”. “ Il 9 settembre 2015, per dare una conferma a quello che stavo pensando, parto per un viaggio senza meta con soli 20 euro in tasca. Esco di casa alle 14 da Roma con 50 libri, un sacco a pelo e uno zaino. Dunque parto per un mese pernottando nei monasteri, nelle case delle persone che mi conoscono  non sapendo se avrei mangiato o dormito e invece i miracoli accadono. Riesco a dormire nelle case delle persone che incontro per strada barattando libri”. Un viaggio che però non si è fermato, Emanuele sempre con la forza nel cuore  ha continuato questo percorso che lo ha visto in giro per l’Italia offrendo alla gente i suoi libri, quel che doveva essere un salto nel buio si è trasformato per lui in una grande opportunità. Emanuele già prima di compiere questa scelta scriveva dei pezzi teatrali, però dentro di lì c’era un fuoco che ardeva. Un fuoco che doveva essere sprigionato, una forza più grande di quella di un leone, una volontà di creare qualcosa non solo per sé ma anche per gli altri che doveva portare a un unico risultare: ritrovare sé stesso e, perché no, raccontarsi anche agli altri. Emanuele non sapeva se sarebbe riuscito a fare tutto questo, “quell’invisibile”, come lo chiama lui, è stato un salto nella luce e lo ha spinto dove il suo cuore desiderava. Riuscire a fare tutto questo è stato un premio al suo grande coraggio e alla sua grande umiltà.