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Nettuno – Tre Senatori di Sel chiedono la commissione di accesso in Comune

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Il comune di Nettuno
Il comune di Nettuno

I senatori di Sinistra ecologia e Libertà Loredana De Petris, Massimo Cervellini e Peppe De Cristoforo, il 13 gennaio hanno formalizzato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiedere di valutare una commissione d’accesso ed eventualmente il commissariamento del Comune di Nettuno.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione dei tre senatori – nel territorio di Nettuno (comune di Roma) risultano agli interroganti importanti presenze di consorterie criminali come testimoniato dal processo «Appia» conclusosi innanzi al tribunale di Velletri con condanne per il delitto di cui all’articolo 416-bis del codice penale; in tale territorio infatti, opera il clan ‘ndranghetista Gallace;

nel comune risulta attivo, altresì, il clan dei Casalesi, come attestano le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Roma, nonché numerose sentenze anche passate in giudicato, emesse dall’autorità giudiziaria a carico di Pasquale Noviello ed altri, per reati che vanno dall’associazione a delinquere di stampo camorristico al tentato omicidio; nella città di Nettuno nel 2012 sono stati commessi 2 gravi attentati: nell’ottobre è stato incendiato lo stabilimento balneare «Il Belvedere» gestito dalla Società Turistico Marinara e recentemente l’auto di un dirigente comunale è stata colpita da una bomba molotov; nel dicembre del 2005 il Consiglio comunale di Nettuno è stato sciolto per gravi condizionamenti da parte della criminalità organizzata, decisione confermata in tutti i gradi di giudizio dalla giustizia amministrativa;

la sentenza del Tar di Roma del 7 giugno del 2006 che conferma lo scioglimento del Consiglio comunale, affermava tra l’altro che in relazione al settore dell’urbanistica e dell’edilizia «il controllo sul territorio per l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio si svolge quasi esclusivamente sulla base degli esposti», ed evidenzia: a) che l’amministrazione aveva «rilasciato titoli concessori prevalentemente in variante al piano regolatore», apparendo la concessione «in alcuni casi (…) strumentale a favorire operazioni di lievitazione del prezzo dell’immobile o ad incrementare l’attività di società di costruzione vicine ad esponenti della criminalità organizzata locale»; b) in altri casi, che «i passaggi di proprietà dei terreni oggetto di concessioni edilizie e le conseguenti volture del titolo concessorio [apparivano] unicamente finalizzati ad evitare il decorso del termine di scadenza della concessione o ad aspettare l’approvazione delle varianti al piano regolatore generale per sanare eventuali abusi edilizi. Anche in tali casi, beneficiari delle procedure dilatorie figurano soggetti contigui ad ambienti criminali»; c) che in relazione a «titoli concessori rilasciati a seguito di lottizzazioni di aree site in diverse località del territorio comunale, [erano] presenti quali diretti intestatari, quali amministratori, rappresentanti o soci delle imprese titolari, esponenti della malavita locale, alcuni dei quali gravati da diversi precedenti e di recente indagati anche per il reato di associazione illecita per traffico di sostanze stupefacenti»;

a quanto risulta agli interroganti nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Nettuno e del sindaco, il candidato del PdL Carlo Eufemi ha denunciato il clima «intimidatorio» creato da un imprenditore locale già coinvolto in indagini giudiziarie e nei lavori della commissione per l’accesso ai documenti amministrativi che portò allo scioglimento del Consiglio comunale di Nettuno;

tale clima intimidatorio si è ripetuto nei mesi scorsi, come ha denunciato lo stesso sindaco di Nettuno innanzi alla commissione d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali, sottolineando il ruolo svolto dallo stesso imprenditore, secondo il sindaco, vicino ad ambienti della malavita, nel generare il citato clima d’intimidazione;

l’amministrazione comunale di Nettuno risulta al centro di numerose indagini della magistratura ordinaria e contabile, per reati che vanno dall’abuso d’atti d’ufficio al falso e il sindaco Chiavetta recentemente è stato rinviato a giudizio per falso. In particolare la Procura di Velletri sta indagando sulla concessione data allo stabilimento “Belvedere”, riconducibile sempre allo stesso imprenditore, rilasciata successivamente all’incendio avvenuto nel 2012,

si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti illustrati in premessa;

se non ritenga opportuno verificare quali eventuali iniziative abbia intrapreso il Prefetto di Roma in ordine alla situazione esposta ed in particolare se il Prefetto intenda insediare una commissione d’accesso per verificare l’esistenza di eventuali presupposti dell’applicazione degli artt. 141 e 143 del Testo unico sugli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000″.