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Nettuno – Immobili pericolanti in via Gorizia, il sindaco ordina la messa in sicurezza

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Uno dei due stabili pericolanti in via Gorizia
Uno dei due stabili pericolanti in via Gorizia

L’amministrazione comunale di Nettuno, a seguito della situazione di pericolo che si è verificata in due palazzine attigue in via Gorizia, a seguito del sopralluogo dei vigili del fuoco, ha emesso e pubblicato sull’albo pretorio del comune un’ordinanza “contenibile e urgente” per l’inagibilità statica degli immobili siti al civico 3 di via Gorizia, al civico 49 di via IV novembre e ai civici 30 e 32 di via XXIV maggio.

“Verificato il cedimento statico dell’immobile sito in via Gorizia – si legge nell’ordinanza – composto da quattro piani, che ha causato l’espulsione di materiale murario dei blocchi di tufo afferenti alla base muraria della palazzina, la presenza di fessuramenti diffusi nei muri perimetrali e nel solaio, crepe lungo le pareti perimetrali e soffitti degli alloggi, con palese distacco della giuntura in facciata dello stabile confinante con ingresso in via XXIV maggio 32, formato da tre piani (in cui sono visibili crepe alle pareti e soffitti degli alloggi) – il tutto rilevato dal personale del comando provinciale dei Vigili del fuoco di Roma. Rilevato che immediatamente sono stati attuati gli accorgimenti al fine di rendere interdetta la viabilità veicolare in via Gorizia nel tratto di pericolo, e per tutto il perimetro degli immobili in questione. Considerato che spontaneamente gli occupanti degli alloggi li hanno liberati e ritenuto di dover adottare provvedimenti a tutela della pubblica incolumità, il sindaco, ha ordinato l’interdizione e inaccessibilità completa di tutti i locali e corti degli stessi, fatta eccezione per il personale espressamente autorizzato ad effettuare rilievi ed interventi tecnici in condizione di sicurezza.

Il sindaco dispone inoltre che si proceda, con l’ausilio dei Vigili del fuoco e dei tecnici del comune ad un intervento urgente di consolidamento statico temporaneo delle parti lesionate, riconducendo l’edificio a condizioni di stabilità e sicurezza temporanei, sufficienti ad assicurare la tutela della pubblica incolumità.