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Anzio – Rifiuti, bando revocato: iter e conseguenze

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In una conferenza stampa, organizzata questa mattina negli uffici del settore Ambiente, ad Anzio, l’assessore Patrizio Placidi, con l’aiuto dei tecnici del settore, ha fatto luce sulla sospensione dell’assegnazione del bando dei rifiuti. “Un assessore che fa un invito alla stampa su un argomento su cui non è competente e responsabile – ha spiegato Placidi – può sembrare un’anomalia. Vi ho invitato perché molti non conoscono i dettagli della vicenda e oggi sono qui a spiegarli il responsabile dei contratti Aurelio Droghini e il dirigente di settore Walter Dell’Accio. Con questa iniziativa – ha aggiunto – vogliamo evitare confusione e dubbi. Intanto – ha concluso passando la parola ai tecnici – ringrazio entrambi per che stanno facendo un ottimo lavoro per garantire la trasparenza e la legalità”. “La prima cosa che mi preme chiarire – ha detto Dell’Accio – è che non c’è alcuna associazione tra la gara mense e quella rifiuti entrambe nel mirino delle critiche. Quella rifiuti è stata regolarmente redatta ed espletata. Nel momento in cui abbiamo affidato la gara è arrivata una nota della Prefettura che, sottolineo, non chiede nessuna revoca ma certifica che mancano alcuni requisiti. Abbiamo quindi revocato l’assegnazione, in autotutela, e ora la procedura continua il suo iter legale. Si faranno le valutazioni anche sui requisiti della seconda ditta in gara ma dobbiamo stare comunque fermi per 35 giorni”. “Quello che vorrei chiarire – aggiunge Aurelio Droghino – è che il comune si attiene rigorosamente alle norme sui contratti. Il codice è rigido nella valutazione di chi può interagire con una pubblica amministrazione e devono esserci requisiti penali fiscali e di altro tipo. Tra questi la certificazione antimafia fornita dalla Prefettura, deputata al controllo. Una delle due società – aggiunge Droghini – è colpita da un provvedimento di interdittiva soggetto a ricorso. La legge non permette di avere discrezionalità sui bandi, non appena arrivata la nota della Prefettura (arrivata oltre dieci giorni dopo la scadenza dei termini di legge, ritardo che ha portato all’assegnazione del bando con una clausola di salvaguardia) abbiamo preso atto del provvedimento è fatto quello che la legge ci impone. Ora siamo fermi in una situazione di quiescenza, abbiamo avviato delle verifiche sulla seconda e la legge ci impone, 35 giorni di stop per garantire ai secondi e terzi la possibilità di avere garanzie processuali e la possibilità di fare ricorso. Abbiamo noi per primi interesse – conclude Droghino – che si faccia luce su tutto. Quello che avevamo assegnato è stato un bando innovativo per offrire un servizio migliore ai cittadini che, in ogni caso, non avranno disagi né patiranno conseguenze da questa situazione”. “Mi sarebbe piaciuto partire domani mattina con i nuovi servizi – ha detto in conclusione l’assessore Placidi – ora si deve attendere che la legge faccia il suo corso. Mi auguro si definisca tutto al più presto per poter applicare dei risparmi consistenti nel rispetto massimo della legge”.