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Anzio – Porto insabbiato, la rabbia dei pescatori

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Una riunione tesa quella di questa mattina nella sede delle cooperative dei pescatori (la Concordia e la Fanciulla d’Anzio, che riuniscono circa 40 imbarcazioni) sul molo del porto di Anzio. Il problema dell’insabbiamento del canale di accesso è una questione seria, ampiamente sottovalutata dalla Regione Lazio, nonostante le pressioni del sindaco Luciano Bruschini e del comandante della Capitaneria di Porto Luigi Vincenti. L’iter per avviare un nuovo escavo con la draga, da 80mila metri cubi di sabbia, è stato portato a compimento, ci vorranno circa 30 giorni per l’assegnazione e l’avvio dei lavori (pagati dalla regione per un costo complessivo di 980mila euro), nel frattempo, ogni giorno è un’avventura per i pescherecci neroniani, che possono uscire a lavorare solo se le condizioni meteo lo permettono e sempre correndo dei rischi. Il Comandante della Capitaneria, che periodicamente chiede dei rilievi sullo stato del pescaggio (al momento lo spazio di accesso è pari a 3,60 metri in condizioni di bonaccia ma potrebbe risursi nel giro di pochissimo) è stato più volte costretto a modificare la rotta di accesso al porto, sia per i pescherecci che per le imbarcazioni da diporto, per evitare ogni possibile rischio di incagliamento. Il sentimento dominante dei pescatori è la rabbia, per una situazione che doveva essere risolta prima e meglio. Lo scorso anno, infatti, è stata fatta un’operazione di pulizia all’ingresso del bacino neroniano ma si è trattato di un intervento ampiamente insufficiente come è considerato inadeguato quello che si dovrebbe avviare entro un mese. “Ogni giorno per noi è un rischio – ha fatto presente Angelo Grillo delle Cooperativa Concordia – spendono milioni di euro per non risolvere i problemi. Lo scorso anno 20 mila metri cubi di sabbia non hanno dato una risposta seria alla sicurezza della navigazione e anche i prossimi 80mila non saranno sufficienti. Qui ci vuole un intervento di almeno 400mila metri cubi e la realizzazione di una diga foranea che impedica alla sabbia di tornare nel canale di accesso al porto. Si dovrebbe valutare anche l’acquisto di una draga che sia sempre disponibile”. Il sindaco, che più volte ha fatto presente in Regione la situazione del porto, ha spiegato a tutti quanto la burocrazie e la carenza di fondi disponibili incida sulla situazione. “Dobbiamo cercare di muoverci un passo alla volta – ha spiegato tra le contestazioni dei pescatori che, pur riconoscendogli un grande impegno nella vicenda, chiedono interventi più incisivi e immediati – perché ci sono delle procedure che non si possono eludere”. Già oggi, in ogni caso, sia il comune che la Capitaneria solleciteranno la Regione per sveltire la pratica già in corso.