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Circa 100 gli intossicati alla scuola di polizia a Nettuno, chiamata la Asl

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L'ingresso della scuola di polizia

Un centinaio circa di agenti, corsisti e personale della scuola Superiore per Ispettori di polizia di Nettuno, nella giornata del 10 aprile, giorno di Festa del corpo di Polizia, haccusato dolori addominali, crampi, nausea e vomito. Alcuni di loro, in sei, si sono sentiti male durante la notte ed hanno subito chiesto l’intervento di personale medico per i forti dolori addominali e crampi che li avevano colti. Ma quella che sembrava una nottatacia per sei persone, al risveglio si è rivelata un’intossicazione su larga scala. Al mattino, dopo una notte di disagi, oltre 70 agenti hanno marcato visita, chiesto l’intervento del medico e chiesto un giorno di malattia per riprendersi dalle conseguenze del malessere. Una delle persone colte da malore si è anche presentata al Pronto soccorso con forti dolori addominali. La mattina dell’11 aprile quindi, i vertici della Scuola di Polizia hanno avvisato la Asl per cercare di capire cosa possa essere accaduto. La prima cosa da specificare è che il personale ha avuto accesso alla mensa in due fasi. Un gruppo, di stanza presso la scuola, alle 12,30 circa. Il secondo gruppo, di ritorno da Roma per le cerimonie organizzate nella capitale, alle 15 circa. In entrambi i gruppi ci sono state persone che hanno accusato il malore. In mattinata i vertici della scuola di Polizia hanno chiesto l’intervento della Asl per effettuare dei prelievi microbiologici sul cino servito in mensa, sia su quello lavorato (cotto) sia sul crudo. In questo modo si potrà capire quali siano state le cause della situazione. Il menù servito al personale del Ministero dell’interno era così composto: antipasto all’Italiana, cannelloni e carne bollita con verdure. Il servizio mensa è esterno alla scuola e, fino ad oggi non si erano mai verificati problemi. Si è quindi orientati a credere che sia stata acquistata involontariamente una partita di merce avariata. Ipotesi che sarà accertata dalle analisi. Da giovedì, in ogni caso, in considerazione dell’esigenza della scuola di continuare a servire pasti ad un consistente numero di persone, tra corsisti e personale, fonti interne ci fanno sapere che è stato deciso di servire esclusivamente cibo in scatola e confezionato. In particolare sarà servita solo acqua in bottiglia sigillata e non da erogatori, tonno, fagioli, e scatolame di ogni genere e riso o pasta bolliti ad late temperature senza condimento. Un modo per fronteggiare l’emergenza senza lasciare ‘ a digiuno’ chi nella scuola di fatto vive per tutto il periodo in cui prende parte alla Formazionale professionale. Fortunatamente, nonostante i grandi numeri di quella che molto probabilmente è stata un’intossicazione alimentare, nessuno ha patito conseguenze gravi e nessuno ha avuto bisogno di essere rcioverato in ospedale.