Home Cronaca Bimba malata a Nettuno, dopo lo sfratto si chiede un alloggio popolare

Bimba malata a Nettuno, dopo lo sfratto si chiede un alloggio popolare

E' stata inviata all'attenzione del Commissario Prefettizio di Nettuno, Bruno Strati una lettera in cui si richiede di adottare dei "Provvedimenti urgenti a favore di minore affetta

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E’ stata inviata all’attenzione del Commissario Prefettizio di Nettuno, Bruno Strati una lettera in cui si richiede di adottare dei “Provvedimenti urgenti a favore di minore affetta da grave patologia genetica e cardiaca”. A scrivere il legale rappresentante della famiglia, l’Avvocato Fabrizio Lanzi.

“Con la presente, ed in qualità di legale di fiducia della famiglia, desidero portare a conoscenza della S. V. la vicenda della piccola M.T., di 8 anni, affetta da sindrome di George, rara patologia genetica la quale, oltre ad essere piuttosto severa, si associa a numerose complicanze a carico di vari organi. La bimba, dopo una diagnosi prenatale di cardiopatia congenita, nel corso di una gravidanza difficile, è nata il 26 agosto 2010, con parto d’urgenza, alla 36° settimana di EG e subito ricoverata, sempre, in regime d’urgenza, presso il competente reparto dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma, iniziando così la sua prima, travagliata degenza: nel corso di essa, i Medici si sono prodigati per stabilizzarne i parametri vitali, insidiati da un quadro clinico in progressivo peggioramento. A seguito degli specifici e indifferibili accertamenti che hanno condotto all’individuazione della suddetta Sindrome di George, si è reso indispensabile intervenire più volte e così, nell’arco di appena 6 anni, sulla bambina sono stati praticati, nell’ordine:

a) bendaggio bilaterale arterie polmonari;
b) angioplastica arterie polmonari;
c) cateterismo pre –Glenn;
d) intervento di Glenn bidirezionale;
e) cateterismo cardiaco pre –Fontan;
f) intervento di Fontan extracardiaca fenestrata e sostituzione aorta ascendente.

Il tutto, fronteggiando di volta in volta le complicazioni insorte. Oltre a ciò, la bimba è in cura anche per parotiti ricorrenti, ritardo nel linguaggio, ipoacusia dx e lieve ritardo psicomotorio. Converrà con me che la sorte si è davvero accanita con la bimba e la sua famiglia; poiché, però, le sventure non giungono mai sole, alla pesantissima vicenda clinica della bambina si sono sommate le difficoltà economiche dei suoi genitori, i quali, costretti dall’emergenza e privi di alternative, in data 25 gennaio 2018, occupavano l’immobile ATER sito in Nettuno, Via Cervino 25, scala D, interno 6, oggetto, peraltro, di decreto di sequestro preventivo, disposto, in data 31/12/2017, dal GIP del Tribunale di Velletri, contro il precedente occupante. La presenza della famiglia veniva successivamente accertata da agenti della Polizia Locale di Nettuno nel settembre 2018 e, nel mese successivo, veniva emesso, sempre dal GIP del Tribunale di Velletri, un altro decreto di sequestro preventivo, con esecuzione fissata per il giorno 11 dicembre 2018, termine del quale il sottoscritto ha inutilmente chiesto la proroga. Procedeva, parallelamente, la vicenda giudiziaria dei genitori, indagati per le fattispecie ravvisabili nel caso di specie, e rispetto alle quali mi riservo la più ampia tutela dei miei assistiti.

Con grande rammarico, mi preme inoltre sottolineare l’inefficacia dell’azione svolta dai Servizi Sociali cittadini, che ho direttamente investito della questione: nonostante siano assolutamente lampanti la natura e la gravità della situazione familiare, sono state proposte solamente lo stanziamento di un importo di €1000,00 per immediate necessità e la sistemazione della bambina in una casa famiglia, provvedimento che, oltre a non risolvere il problema abitativo, disgrega la famiglia, con prevedibile ed ingiusta sofferenza dei genitori, del tutto incolpevoli dello stato di salute della bambina e con temibile compromissione del delicato percorso terapeutico, che, come tutti i bimbi – sani e non – di tutto ha bisogno, fuorché di essere separata dalla mamma e dal papà.

Facendo appello alla Sua umanità, sono dunque a sollecitare un Suo personale e risolutivo intervento a favore della bambina e della sua famiglia, i quali, in un Paese davvero civile, non dovrebbero essere costretti a barattare la propria dignità con un tetto sulla testa; per tale motivo, Le chiedo di verificare la concreta fattibilità di un’assegnazione –stavolta regolare –di altro alloggio di edilizia popolare, ricorrendone, come credo di aver ampiamente spiegato, ragioni tecniche e sostanziali molto forti. Confidando in un pronto e positivo riscontro, Le porgo i miei più distini saluti”.