Home Cronaca Divina Provvidenza, le associazioni rispondono al dirigente Sajeva

Divina Provvidenza, le associazioni rispondono al dirigente Sajeva

Continua la polemica tra comune e associazioni riguardo lo sgombero e lo stato della Divina Provvidenza. L'avvocato Corsini risponde alle dichiarazioni di Sajeva

387

Continua la polemica tra comune e associazioni riguardo lo sgombero e lo stato della Divina Provvidenza. Oggi l’avvocato Massimo Corsini, che difende gli interessi delle associazioni che hanno fatto ricorso al Tar contro lo sgombero dei locali, risponde al dirigente comunale Benedetto Sajeva che ieri aveva sottolineato la pericolosità del sito. “Sottolineiamo – dice l’avvocato Corsini – che nessuna critica è stata mossa nei confronti di alcuno. I ricorrenti, invero, hanno esercitato un loro diritto su cui solo il Tribunale Amministrativo Regionale potrà esprimersi. Si evidenzia, per maggiore chiarezza, che l’ordinanza di sgombero impugnata, datata 26 ottobre 2018, il cui contenuto è pubblicato e consultabile sull’Albo Pretorio del Comune, non è in alcun modo fondata sulle presunte problematiche relative a parti del solaio, nemmeno citate. Sul punto, è sufficiente ricordare che il crollo del comignolo, relativo alle fotografie pubblicate, è attestato successivo ed oggetto di diversa e autonoma ordinanza dirigenziale del 23 novembre 2018, ad oggi nemmeno impugnata. Lo stesso Comune, come noto, sta già provvedendo alla sua messa in sicurezza e ripristino, anche in vista della riapertura di Via San Benedetto Menni, annunciata pubblicamente a breve. Si riafferma, pertanto e ancora una volta, la volontà dei ricorrenti di collaborare nei termini già espressi all’Amministrazione, nel costante dialogo e partecipazione di tutti i soggetti coinvolti”.