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Clinica dei Pini, lettera di protesta dei degenti alla proprietà su cibo e pulizia

Dopo le polemiche dei mesi scorsi, legate al mancato pagamento degli stipendi degli infermieri della Clinica dei Pini ad Anzio, questa volta la struttura sanitaria finisce nel mirino dei degenti. Le persone ricoverate

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Dopo le polemiche dei mesi scorsi, legate al mancato pagamento degli stipendi degli infermieri della Clinica dei Pini ad Anzio, questa volta la struttura sanitaria finisce nel mirino dei degenti. Le persone ricoverate, in particolare i Lungodegenti, hanno scritto a mano una lettera in cui sottolineano le carenze del servizio, dalla pulizia, che non è garantita, fino alla cucina. Sono lamentele specifiche e la più grave è il fatto che neanche le persone con specifiche patologie, hanno più il regime alimentare adatto a meglio sopportare l’assunzione di farmaci. Una situazione al limite. Lo sfogo è toccate. In alcune parti i pazienti parlano di “cibi che non sappiamo più che sapore hanno”, citando formaggio, spezzatino, lasagna, prosciutto cotto e crudo, frittata, insalata mista con i pomodori. Sotto la voce “Cibi che mangiamo sempre” ci sono la pasta al sugo, pasta e ceci, pasta e fagioli. La lettera è firmata da diversi pazienti e la conclusione è di quelle che non si dimenticano: “Speriamo davvero che possiate fare qualcosa, perché non siamo carne da macello, e vorremo dire che i letti sono quelli di Mussolini, di quando è appena finita la guerra. Una situazione chiaramente insostenibile e pesante per chi già soffre per dover vivere in una clinica.