Home Cronaca Brutale aggressione ad un giornalista ad Ostia, il Sindacato chiede tutele

Brutale aggressione ad un giornalista ad Ostia, il Sindacato chiede tutele

"Questa volta ci sono anche le immagini, nella loro brutalità, a documentare l'ennesima violenza contro i giornalisti ad Ostia.

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“Questa volta ci sono anche le immagini, nella loro brutalità, a documentare l’ennesima violenza contro i giornalisti ad Ostia. La testata e il pestaggio con cui Roberto Spada ha colpito e aggredito il cronista Daniele Piervincenzi e l’operatore Edoardo Anselmi, inviati della trasmissione Nemo di Rai due, sono una sequenza da terra ai margini, la rappresentazione visiva dell’arroganza e della presunta impunità, un messaggio d’intimidazione contro l’informazione coraggiosa che prova a raccontare la realtà senza compiacenze. Il clan Spada, in particolare, è all’ennesimo atto di aggressione. Un componente del clan aveva già minacciato la cronista di Repubblica Federica Angeli, che da oltre quattro anni vive sotto scorta. L’Associazione stampa romana ha correttamente sollevato una questione di ordine pubblico per le ripetute aggressioni ai giornalisti nel Lazio. Il Sindacato cronisti romani, che è gruppo di specializzazione all’interno dell’Associazione stampa romana, da tempo ha sollevato la necessità di una legge severa contro le intimidazioni criminali ai giornalisti. Ai colleghi aggrediti, che hanno dato prova di coraggio e nervi saldi, sono arrivate in poche ore tante attestazioni di solidarietà dal mondo politico. Che però è lo stesso mondo politico che spesso aggredisce – sia  pure verbalmente – i “cronisti di strada”, i giornalisti che si espongono a rischi per incontrare protagonisti e fatti senza filtri. Ed è lo stesso mondo politico che vorrebbe approvare in Parlamento una riforma sulle intercettazioni dove ai giornalisti che fanno il loro dovere – divulgare le notizie di pubblico interesse – viene minacciato il carcere. I cronisti non vogliono più solo solidarietà che evapora nell’aria, ma tutele sancite e certe. Il Sindacato cronisti romani si appella al Prefetto per iniziative immediate, e al Governo per leggi che difendano l’informazione, non la imbavaglino”.

Questo il documento divulgato dal Sindacato Cronisti Romani a seguito della brutale aggressione avvenuta ad Ostia e documentata integralmente con un video choccante per la sua brutalità, per cui si spera che, a seguito delle indagini, siano presi i provvedimenti conseguenti. Non mancano anche sul territorio di Anzio e Nettuno, a vari livelli, episodi di aggressione e intimidazione nei confronti della stampa. Questo perché continua a mancare una profonda cultura democratica su cosa vuol dire, in una società civile, la libertà di espressione, comunicazione e confronto. E perché troppo spesso si teme, che a fronte di un tessuto sociale scarsamente istruito, non sia sempre facile distinguere la verità dalla bugia e un lavoro di comunicazione e divulgazione professionale rispetto ad uno che non lo è. E tuttavia, anche in un simile contesto tutti gli attori sociali dovrebbero soffermarsi a riflettere su cosa siano davvero la comunicazione e l’informazione, che tipo di interesse sociale difende il principio della libertà di stampa e capire che sono proprio i cittadini i primi a dover difendere, con coscienza, chi dice la sua, anche se il messaggio non è di nostro gradimento.