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Rifiuti ad Anzio, la Camassa alza la voce: “Non siamo il parafulmine di chi ha fallito”

Interviene sulla questione rifiuti ad Anzio la Camassa Ambiente, società commissariata che svolge il servizio di nettezza urbana nel comune neroniana

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Interviene sulla questione rifiuti ad Anzio la Camassa Ambiente, società commissariata che svolge il servizio di nettezza urbana nel comune neroniana. L’azienda risponde alle contestazioni mosse nelle ultime settimane e alle critiche per un servizio fornito non giudicato all’altezza dai cittadini e, soprattutto, dai commercianti.

Il primo punto che l’azienda di Bari chiarisce è quello sul personale e sui mezzi a disposizione, in linea con quanto previsto dall’appalto.

“Gli atti di gara ( art. 27 del capitolato speciale d’appalto) – sottolineano dalla Camassa –  prevedevano n. 106 unità lavorative (precisando che alle stesse vanno sottratte le malattie, ferie, permessi ecc.) , n. 5 auto compattatori oltre a n. 26 mezzi a vasca. Questa Azienda impiega n. 112 unità oltre a n. 11 tirocinanti, n. 7 auto compattatori ed oltre n. 30 mezzi a vasca. E’ quindi completamente falso che la Camassambiente abbia meno unità ed automezzi rispetto a quanto previsto negli atti di gara”.

“La seconda questione – aggiungono dall’azienda – riguarda l’annoso problema dei rifiuti abbandonati che, secondo l’art. 14 del capitolato speciale d’appalto, devono essere raccolti con frequenza di una volta alla settimana da una squadra composta da n. 3 unità per n. 6 ore di attività. Se Camassambiente effettuasse il servizio come previsto dal citato art. 14, la città di Anzio sarebbe sommersa dai rifiuti abbandonati dagli incivili che da tempo hanno rinunciato ad effettuare la raccolta differenziata. L’Azienda, ogni giorno (compresa la domenica), dedica alla raccolta delle buste abbandonate almeno n. 4 unità (n. 2 squadre per n. 6 ore ciascuna) e garantisce, quindi, un impegno orario di nove volte superiore a quello previsto dal citato art. 14; se poi rimangono cumuli di rifiuti abbandonati è solo perché ci sono molti cittadini incivili e non perché Camassambiente non fa il proprio lavoro”.

La Camassa, poi, affronta il problema dei “presunti” mancati ritiri del servizio porta a porta in alcune zone della città.  “Anzitutto l’opinione pubblica – fanno sapere dall’azienda –  dovrebbe sapere che gli impianti di smaltimento/recupero dei rifiuti sono rimasti completamente chiusi il giorno 15 agosto mentre, nelle 2 settimane centrali del mese, hanno contingentato le quantità di rifiuti da ricevere. L’indisponibilità dei suddetti impianti è, dunque, la prima causa dell’inevitabile rallentamento del servizio di raccolta che viene privato del luogo ove conferire i rifiuti medesimi. Inoltre il servizio è stato progettato – dallo stesso Comune – per consentire la raccolta dei rifiuti prodotti nell’ambito di una differenziazione degli stessi. Perciò la quantità del rifiuto dovrebbe corrisponde a quella che può ospitare un contenitore da 25 litri (per l’utenza domestica singola) o da un bidone carrellato da 240/ 1100 litri per i condomini e/o le utenze commerciali. Nella realtà, come documentato dalle fotografie che vengono qui pubblicate, questa Azienda è costretta a raccogliere buste supplementari di rifiuti poste acconto ai contenitori dati in dotazione. Ciò, non solo rallenta le operazioni di raccolta, ma incide anche sull’intero svolgimento del servizio poiché i mezzi (auto compattatori) destinati al trasporto dei rifiuti verso gli impianti di smaltimento/recupero si riempiono prima ed esauriscono la loro capacità di carico. A titolo di esempio, è utile che sappiate che giovedì 10 agosto (giorno dell’indifferenziato) sono state raccolte 280 tonnellate di rifiuti con la necessità di effettuare ben n.21 trasporti in discarica. Il capitolato speciale d’appalto, lo si ricorda, prevedeva invece l’impiego di n.5 auto compattatori che, per fare i n. 21 scarichi, avrebbero dovuto fare oltre 4 viaggi ciascuno il chè è completamente impossibile dato che la discarica chiude nel primo pomeriggio. Pensare che, in questo contesto, possano essere rispettati al minuto i tempi di raccolta significa ignorare completamente ogni elementare regola di buon senso. Camassambiente, come previsto dall’art. 49 del capitolato speciale d’appalto, ha 24 ore per completare il servizio del giorno prima e tanto ha sempre effettuato non potendo fare altrimenti in considerazione dell’enorme quantità dei rifiuti prodotti e dell’insufficienza della dotazione impiantistica”.

In conclusione l’azienda torna sulle contestazioni mosse dal sindaco di Anzio Luciano Bruschini. “Riteniamo di dover emendare due ulteriori inesattezze: non è vero che la Camassambiente è stata pesantemente multata (sono state semplicemente mosse delle contestazioni oggetto di puntuali controdeduzioni) e non è nemmeno vero che erano assenti per malattia oltre 30 unità. Qualcuno ha infatti confuso le assenze per malattia con le varie assenze legate, oltre che alla malattia, ai permessi ex legge 104, ai riposi, alle ferie agli infortuni ecc.. Il tasso di assenteismo per malattia, in questa Azienda, si aggira intorno al 7% che è leggermente superiore a quello contrattale il che ha appunto imposto un incremento della forza lavoro rispetto alle previsioni del capitolato speciale di appalto. In sostanza le 6 unità in più assunte dall’Azienda coprono il maggior tasso di assenteismo. In questa situzione non vogliamo essere il parafulmine di chi ha fallito: la raccolta differenziata merita la collaborazione di tutti e l’impegno prioritario dei cittadini che, non solo devono evitare gli abbandoni, ma devono anche rispettare il calendario di raccolta ed agevolare il più possibile l’impresa”.