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Palazzo pericolante a via Gorizia, il Comune trova i soldi per la demolizione

Un mutuo da 408mila euro con la Cassa Depositi e Prestiti che è statogià concesso. È questa la soluzione trovata dal Comune di Nettuno

Un mutuo da 408mila euro con la Cassa Depositi e Prestiti che è statogià concesso. È questa la soluzione trovata dal Comune di Nettuno per procedere in tempi brevi all’abbattimento del blocco sopraelevato del palazzo pericolante di via Gorizia, cercando di mettere fine ai disagi imposti da circa tre anni ad un intero quadrante del centro cittadino, che da quasi un anno si trova a fronteggiare la chiusura di tre strade e da tre anni e mezzo vive con la paura di un possibile crollo dell’edificio evacuato. Senza considerare i tanti che per passare da una parte all’altra della città devono fare giri infiniti. L’ente otterrà dalla Cassa Depositi e Prestiti un’anticipazione che, fin d’ora, si è impegnato a restituire – comprensiva della quota di gestione del fondo pari allo 0,1% annuo sul capitale erogato – entro 60 giorni dalla riscossione delle somme a carico dei destinatari dell’ordinanza di demolizione e, comunque, entro il termine massimo di cinque anni dalla data di concessione del mutuo. Qualora, esaurito il quinquennio, non si arrivi alla restituzione della somma, sarà il ministero dell’Interno a intervenire “in soccorso” del Comune, trattenendo le relative somme dai fondi del bilancio dello Stato da trasferire a qualsiasi titolo al Comune.

Ora, dunque, non resta che attendere le ultime pratiche burocratiche e poi si dovrebbe arrivare alla demolizione di quella che è stata ritenuta la causa dei cedimenti del palazzo di via Gorizia. Un lavoro, che come ci ha fatto sapere il Dirigente del settore Lavori Pubblici, si intende mettere in programma prima dell’inizio dell’inverno, poiché le piogge potrebbero rivelarsi davvero pericolose per la stabilità dell’edificio. La speranza dei residenti e dei commercianti, chiaramente, è che la situazione torni alla normalità quanto prima: da troppo tempo, infatti, convivono con i disagi di una situazione che li ha pesantemente danneggiati.