Home Cronaca Neonata venduta a Anzio, l’acquirente rifiutò perché la bimba non era bianca

Neonata venduta a Anzio, l’acquirente rifiutò perché la bimba non era bianca

Lo scambio di denaro mai avvenuto e poi il rifiuto "dell'acquisto" della neonata "perché mulatta". Determinante la testimonianza della donna

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La neonata affidata alla casa famiglia

Emergono dettagli, inquietanti, sulla torba vicenda che ha interessato il litorale tra Anzio e Latina con una 25enne rumena che ha prima dato alla luce al Riuniti una bimba, e poi l’ha venduta ad una donna di Borgo Podgora per 20mila euro. Tre giorni dopo lo scambio, fatto con la mediazione di un marocchino finito ai domiciliari come le due donne, l’acquirente ha riconsegnato la neonata alla madre naturale perché era mulatta. Il padre della piccola, infatti, originario del Mali che vive a Tor Vergata insieme ad altri connazionali in un appartamento dove è stata ritrovata la bambina dalla Polizia, prima di essere affidata ad una casa famiglia.

I fatti risalgono al febbraio scorso, con la bambina nata il giorno di San Valentino. Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, fatte in base alle dichiarazioni degli arrestati, la donna di Latina ha finto una gravidanza per 9 mesi perché voleva “a tutti i costi un secondo figlio”, ma dopo lo scambio, senza aver mai consegnato il denaro, ha riportato indietro la bambina per il colore della sua pelle, come ha ammesso la stessa “falsa madre”.

Determinante, tra tutte, la testimonianze della nonna della piccola che ha permesso di ricostruire la vicenda con la 25enne rumena che, alla fine, ha indicato il luogo dove si trovava sua figlia. Un episodio che toglie il velo su un traffico ancora poco noto in Italia, come quello delle fabbriche di bambini, con donne violentate e poi costrette a partorire per poi vendere i neonati e su cui le forze dell’ordine approfondiranno le indagini per scovare fatti criminali simili.