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Nettuno – Domani le prove di carico in via Gorizia, ma non ci sono atti ufficiali

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La polizia a via Gorizia

Lo sanno tutti che domani, in via Gorizia a Nettuno, sono previste le prove di carico sul palazzo pericolante la cui situazione sta creando infiniti disagi a commercianti e residenti, ma ancora una volta a mancare sono comunicazioni ufficiali agli interessati. “Domani dobbiamo stare chiusi – racconta una commerciante esasperata – a me lo hanno detto dei colleghi che l’altro giorno, quando è venuto il zona il dirigente Sajeva, lo hanno appreso dalla sua viva voce. Io non ero presente e lo so per sentito dire. Non mi è arrivata, né a me né ad altri, alcuna comunicazione ufficiale su questi lavori o sul fatto che domani non possiamo lavorare. Ogni volta che vengono qui ci fanno vedere un’ordinanza di due anni fa, a lungo disattesa, e ci dicono che lo dovevamo sapere. Non è venuto un amministratore, un assessore, un consigliere di maggioranza a parlare con noi, a farci capire che in questa situazione che per noi è un dramma da due anni, il Comune ci è vicino. Qui sembra che non importi a nessuno e noi siamo vittime sia di chi ha realizzato il palazzo con abusi e mettendo a rischio tutti, sia del Comune che non ha voluto aprire con noi alcun canale di comunicazione. Siamo in balia degli eventi e nessuno ha quel minimo senso di umanità di cercare almeno di capire come siamo costretti a vivere. Con un reddito sempre minore, troppi problemi e nessuna sicurezza, neanche uno straccio di pacca sulla spalla per dire che stanno lavorando per noi”. La commerciante esasperata ha quindi contattato la Prefettura di Roma, inviando sul richiesta della Prefettura stessa, documentazione e foto del palazzo di via Gorizia. “Ieri mi hanno risposto dalla Prefettura – racconta la donna – li ho sollecitati con un’altra mail e mi hanno etto di aver scritto al Comune il 31 gennaio e di essere ancora in attesa di risposta. Anche noi siamo ancora in attesa che qualcuno ci spieghi con un minimo di ufficialità cosa stanno facendo, perché e quanto tempo ancora dobbiamo vivere in questa assurda situazione”.