Nettuno – La marcia dei dipendenti Ipi senza stipendio

E’ stata una vera e propria marcia quella dei dipendenti della Ipi, senza stipendio, che oggi hanno sfilato in corteo dal Forte Sangallo fino a sotto al Comune di Nettuno per chiedere chiarezza sul proprio futuro lavorativo, sulla retribuzione arretrata di ottobre e su quelle a venire. Cori e tamburi alla mano, con il sostegno di CasaPound Italia Anzio e Nettuno, che ha sfilato con loro, tricolore alla mano, gli operai Ipi, addetti alla nettezza urbana che in questi giorni non hanno raccolto i rifiuti creando un discreto disagio igienico sanitaria  residenti e commercianti, hanno intonato cori e chiesto i soldi. Gli operai hanno preso di mira la gestione commissariale e hanno chiesto le dimissioni di un commissario ritenuto incapace di gestire l’azienda e si sono schierati con l’Amministrazione (al coro “Casto uno di noi”) che, è in regola con le fatture, si è detta pronta a mettere a disposizione la somma di 500mila euro da qui a dicembre, garantendo almeno una mensilità e mezza. La marcia di poche centinaia di metri, è stata ampiamente scortata dalle forze dell’ordine. In prima linea i reparti antisommossa delle prefettura, gli agenti del Commissariato di Anzio, con in testa il Primo dirigente Antongiulio Cassandra, quindi i carabinieri e la Polizia locale che ha interdetto il traffico durante il corteo e sorvegliato la viabilità durante tutta la manifestazione.

Una volta sotto al Comune alcuni operai e alcuni delegati sindacali sono stati ricevuti dal Sindaco Angelo Casto per un confronto anche sulla proposta formalizzata ieri in sala Serra davanti anche al delegato del Commissario prefettizio. Una chiacchiera informale, a fronte di una proposta già sul piatto che non è cambiata. Nuovi elementi sono tuttavia emersi e sono relativi all’emergenza sanitaria ormai evidente in questi giorni, che sta portando a diverse proteste da parte di chi vede scorrazzare topi, chi sente odori ormai nauseabondi e vede colare il percolato sui marciapiedi impraticabili. L’Amministrazione è stata chiara, se domani non si inizia a pulire la città verrà incaricata una ditta sostitutiva e la Ipi rischia la denuncia per l’omesso servizio. Ora la parola torna agli operai. Sono loro a dover decidere se tornare a lavorare, mentre si cerca un accordo (c’è anche sul tavolo la richiesta del pagamento diretto degli stipendi da parte del Comune agli operai, ma l’amministrazione chiede che la proposta sia presentata in Prefettura dai sindacati) in cui è chiaro che i soldi ci sono (in attesa che il Commissario prefettizio faccia la sua parte in modo più efficace di quello che è stato messo in piedi fino ad oggi), almeno fino al mese prossimo.