Anzio – Fiaccolata allo Zodiaco in ricordo di Iryna

È partita nel tardo pomeriggio alle 18.30 da via Acquario la fiaccolata organizzata dal Coordinamento Legalità Proprietari del Quartiere Zodiaco a Lavinio. Un momento di estremo cordoglio e raccoglimento per la scomparsa Iryna Yanbeko, 56enne, investita sulle strisce pedonali in via della Fonderia e poi morta in ospedale lo scorso 23 settembre.

Una scomparsa che ha lasciato un grosso dolore alla comunità: oggi oltre 50 persone hanno sfilato per le vie della periferia di Anzio, unite e solidali con i parenti e i cari della signora. Allo tempo stesso, però, non ci stanno a vedere il proprio quartiere abbandonato a sé stesso senza che vengano apportate quelle modifiche viabilistiche di cui c’è un disperato bisogno: Iryna purtroppo non è la prima vittima della strada in questa parte di Anzio, che deve fare i conti, in poco spazio, con la stazione di Lido di Lavinio, con il connesso traffico, non solo automobilistico, il centro commerciale, i residenti della zona che sono in continua crescita e non ultimo l’ingentissimo flusso di veicoli di via Nettunense.

Lo snodo è intricato e frequentatissimo, e già qualche hanno fa aveva subito degli interventi di ammodernamento con la rotonda, delle balaustre e degli spartitraffico illuminati per regolare e incanalare in modo migliore gli attraversamenti pedonali, ma purtroppo non basta. Le strisce pedonali, però, allo stato attuale, in molti casi non sono più visibili, i dossi artificiali si sono deteriorati perdendo la loro efficacia e in generale le auto arrivano alle intersezioni troppo velocemente e chi ne subisce le conseguenze più gravi sono proprio i pedoni, come nel caso di Iryna.

“Servono degli interventi mirati alla viabilità di questa zona, che non può più aspettare” ci dicono dal comitato di quartiere. “Noi vorremmo solo essere ascoltati da chi nell’amministrazione comunale si occupa di queste cose. Si potrebbe aumentare il numero di dossi, implementare gli spartitraffico per evitare manovre avventate delle auto, o installare altri dispositivi per ridare un livello di sicurezza accettabile a questa zona. Ci sentiamo abbandonati, non siamo al centro storico ma anche noi abbiamo il diritto di vivere in un contesto che non metta a repentaglio la nostra vita ogni volta che usciamo di casa”.

(di Daniele Mancin)