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Anzio – Addio ad Alba Tontini, donna di fede e di stile

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IMG_0965E’ una comunità in lutto quella di Anzio, che oggi ha visto la celebrazione dei funerali di Alba Tontini, vittima del terremoto di Amatrice.  Ad accogliere la salma della donna, 80anni di Anzio, i familiari, ancora sotto choc, gli amici, tanti cittadini e il Sindaco Luciano Bruschini con la fascia, oltre alla gran parte degli assessori e dei consiglieri comunali neroniani (in chiesa erano presenti Patrizio Placidi, Giorgio Zucchini, Laura Nolfi, Luciano Bruschini, Velia Fontana e il nipote di Alba, Cristoforo Tontini). Presente anche il vice Sindaco di Nettuno Daniele Mancini per rendere omaggio alla donna vittima della tragedia del sisma, che ha assistito alle esequie vicino al Sindaco. La Chiesa era gremita di cittadini che hanno voluto essere presenti in un momento di grande dolore per la famiglia Tontini che è sfuggita ad una tragedia ancora più grande. Alba Tontini, infatti, era arrivata ad Amatrice con al figlia e due nipoti, ed aveva preso alloggio presso l’Hotel Roma. La donna voleva prendere parte alla cerimonia religiosa in memoria della sorella scomparsa, che si teneva ogni anno alla fine di agosto. Poche ore dopo, alle 3 di notte, la scossa di terremoto ha sorpreso tutti nel sonno. La signora Alba non ce l’ha fatta, la figlia è stata estratta dalle macerie poco dopo un’ora, dai primi soccorritori, con una gamba rotta. Il nipote e la fidanzata dopo oltre quattro ore. Ci sono voluti altri 6 giorni per estrarre dalle macerie il corpo di Alba Tontini e procedere al riconoscimento. Oggi l’ultimo saluto. I negozia di Piazza Pia, in nome del lutto cittadino, avevano tutti le serrande abbassate. A celebrare la funzione Padre Francesco Trani, che Alba la conosceva bene. “Era una donna di fede – ha detto – e di stile”. Quindi ha letto i passaggi della “Passione di Gesù!. “Queste parole ci rappresentano bene in questo particolare momento – ha aggiunto – in questi giorni si cercano spiegazioni umane ad eventi drammatici, ma le uniche spiegazioni che contano sono quelle di Dio. Chi è morto è salito sul calvario di Dio. Ci si chiede perché Dio abbia abbandonato le vittime del terremoto, ma dalla morte viene fuori la vita. Lì per lì non siamo in grado di capire cose come queste, ma poi si. Questo è l’anno della Misericordia tra gli uomini e con il dolore si ha misericordia degli altri. C’è chi aveva fame ed è stato sfamato, c’è chi aveva bisogno di vestiti e chi ha raccolto vestiti per  donarli, c’era da seppellire i morti, oggi è questo che stiamo facendo, e consolare gli afflitti cosa che molti stanno facendo anche ora. È la vita che da sola è germogliata sulla morte. Poi c’è la misericordia di Dio e non solo quella degli uomini che non è quando noi viviamo ma quando si muore, quando Dio ci accoglie e ci fa degni di se. Alba ha incontrato la misericordia di Dio. Era una donna di fede, che pregava,e non è poco. Un donna di carità privata, ma anche pubblica, con l’opera di San Vincenzo ed una donna che aveva l’amore della famiglia. Era una donna che c’era, una donna di stile, con i doni che gli ha fatto il Signore. Anche con i suoi difetti con cui si è presentata a Dio. L’ultima opera di misericordia – ha concluso Padre Trani – è pregare per chi è morto ma anche per chi resta. Alba non ha bisogno delle nostre preghiere perché è già nel cuore di Dio ma lo facciamo per noi. Sia lodato Gesù Cristo”.