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Nettuno – Spiagge libere, gestori inadempienti: le contestazioni

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L’Amministrazione comunale di Nettuno ha dato il via alla procedura necessaria per arrivare in tempi rapidi alla revoca dell’affidamento della spiaggia libera attrezzata sul litorale di Cretarossa a causa della mancata attivazione del servizio di soccorso in mare che, un’inadempienza gravissima che durante la scorsa settimana, ha rischiato di costare la vita ad una bambina di appena 5 anni, ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Bambin Gesù di Roma. Si tratta del tratto di spiaggia che si trova tra lo stabilimento balneare Nettuno Beach e il tratto di arenile libero, in cui si trovano in stallo le imbarcazioni dei Circoli. Il procedimento si è reso necessario a seguito della relazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Anzio, guidato dal Comandante Alessandro Cingolani, che dopo l’incidente alla bimba moldava, ha accertato il fatto che sulla spiaggia non fosse presente nessun servizio di pronto intervento a mare come era invece previsto dalle convenzioni firmate dal gestore con il Comune di Nettuno. Durante i soccorsi alla bambina, fortunatamente, sono intervenuti i bagnini dello stabilimento balneare confinante ma si è davvero rischiata la tragedia e la mancata vigilanza potrebbe costare davvero cara al titolare della concessione. Intanto sono state avviate le procedure per la revoca dell’assegnazione ma, in attesa della definizione della procedura, il gestore del tratto di spiaggia libera attrezzata, è stato comunque diffidato a rispettare le disposizioni della convenzione per quanto riguarda i soccorsi in mare e quindi a garantire la presenza dei bagnini. Anche altri assegnatari, a quanto pare, non stanno rispettando i termini della convenzione e l’Amministrazione, con documenti formali, ha già diffidato al rispetto delle indicazioni altri due gestori sempre sul litorale di Cretarossa. Diverse in questo caso, le contestazioni. A quanto pare, infatti, i titolari piantano ombrelloni e sistemano sdraio come fossero uno stabilimento balneare invece di affittare l’attrezzatura in base alla richiesta, occupando un ampio spazio di arenile che invece dovrebbe restare a disposizione di tutti i cittadini, anche di chi non ha voglia o modo di pagare l’ombrellone. E’ evidente che le contestazioni e la revoca mineranno seriamente la possibilità per i gestori, di vedersi nuovamente assegnare le spiagge libere per il prossimo anno.