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Sostanze tossiche ai Marinaretti, paga il Comune

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Il rischio concreto è che l’episodio della sabbia inquinata da sostanze tossiche ai Marinaretti, rinvenuta sulla sabbia il 5 maggio scorso e che ha continuato ad arrivarea  riva per oltre 15 giorni, resti un mistero. Tuttavia, l’indagine della Capitaneria di porto per arrivare a capire da dove sia “sbarcata” è ancora aperta e non è detto che qualche spiraglio non possa infine portare alla risoluzione del mistero. Quello che invece al momento è certo è che sarà il Comune di Nettuno a dover pagare lo smaltimento dei 700 chili di sabbia mista a sostanze cerose e paraffina che sono state prelevate dal personale della Ipi nell’immediatezza dei fatti per garantire una immediata bonifica della spiaggia e la sicurezza di tutti coloro che la frequentano. Il materiale inquinato è stato custodito fino ad oggi nei depositi Ipi, proprio perchè non era chiaro che tipo di sostanza avesse inquinato la sabbia e non si poteva procedere, senza fare chiarezza, al corretto smaltimento in termini di legge. L’amministrazione ha quindi commissionato le analisi per siogliere il mistero e poi procederà allo smaltimento. Il costo complessivo delle operazioni dovrebbe superare di poco i mille euro. Un’altra delle poche certezze in questa situazione, è che il materiale rinvenuto a riva, non ci è arrivato da terra. Non si tratta di residuo di qualche scarico ma di qualcosa che è arrivato dal mare, molto probabilmente da qualche imbarcazione di passaggio. La Capitaneria sta quindi indagando sul traffico di imbarcazioni, commerciali e non, che ha affollato il tratto di costa nostrano nei giorni immediatamente precedenti al rinvenimento. Con tutte le difficoltà che questo tipo di analisi comporta.