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Ospedale, la Regione risponde a Santori

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Il presidente del consiglio della Regione Lazio ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere regionale Fabrizio Santori, subito dopo la visita e il sopralluogo presso l’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno. Visita dalla quale è nata l’idea del Presidio permanente che ha quindi raccolto 7500 firme per evitare il ridimensionamento della struttura ospedaliera. Sartori chiedeva lumi sulle “carenze strutturali e organizzative dell’ospedale di Anzio”. La Regione ha precisato che: Non è stato chiuso o interrotto alcun servizio sanitario ma che , dal 15 luglio scorso, sono stati accorpati alcuni reparti (chirurgia, ortopedia e otorino) per 5 settimane al fine di permettere lavori di ristrutturazione dei reparti. Si è scelto di agire durante la stagione estiva per il fisiologico calo di interventi chirurgici (ma non si è considerate il considerevole aumento di accessi al pronto soccorso con l’impossibilità di ricoverare le urgenze rimaste in stallo per giorni nei locali destinate alle urgenze). Non sono stati bloccati i ricoveri – scrivono ancora dalla Pisana – ma è stata data priorità alle emergenze e alle situazioni acute (di fatto molti pazienti sono stati dirottati per i ricoveri in altre strutture). A sottolineare il fatto che non ci sia stato alcun blocco la Regione sottolinea che proprio nell’ospedale di Anzio il 21 luglio sono stati ricoverati 17 pazienti, mentre il 20 luglio ne sono stati ricoverati 31. Quindi la Pisana precisa che, fatte salve le urgenze, le sale operatorie attive sono diminuite per l’estate in tutta la Regione. Quindi si ammette la presenza di malfunzionamenti relativi ad impianti di climatizzazione e si spiega che la risoluzione è arrivata in media in due o tre giorni. Per quanto coscienti dei carichi di lavori “importanti” i responsabili della Regione ritengono che i numeri dei dipendenti siano “legali”. Nella porzione di palazzina in cui si dove attivare l’Intramenia è in corso un contenzioso con la ditta per dei gravi ritardi nei lavori e la Regione sta pensando ad una rescissione del contratto. Sulla tac si conferma la richiesta dell’acquisto di un nuovo apparecchio tramite la Fondazione Roma. Infine dalla Regione precisano che non c’è alcuna volontà di ridurre in alcun modo i servizi dell’ospedale.

Restano i disagi patiti per tutta l’estate dal personale del Pronto soccorso, chiamato  fronteggiare con numeri risicatissimi l’orda dei turisti e dei residenti, con doppi turni e coraggio. Restano i disagi dei cittadini e dei turisti, costretti ad attese estenuanti per ogni problema e che, spesso, sono stati dirottati su altre strutture dopo il primo intervento per poter essere adeguatamente trattati.