Home Cronaca Nettuno – Agenzia delle Entrate, l’odissea di un contribuente

Nettuno – Agenzia delle Entrate, l’odissea di un contribuente

E’ un contribuente esasperato a raccontarci la storia dell’assurda odissea che ha patito, presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Nettuno, per regolarizzare la registrazione di un contratto di affitto. Questa pratica, di uso comune, gli è “costata” ben dieci viaggi presso gli uffici di via Gramsci e altri quattro in banca, con file interminabili e mattinate perse a correre da una parte all’altra. “E meno male – dice – che sono pensionato, altrimenti sarebbero stati giorni di lavoro perso, richieste di permessi e disagi vari”. “Sono andato una prima volta per chiedere come fare per far subentrare un affittuario con un altro – spiega – moduli, imposte da versare e tutto ciò che occorreva. Mi sono anche documentato su internet per andare preparato. Mi hanno spiegato tutto e dato i moduli. Io avevo fatto presente che chi subentrava avrebbe avuto l’affitto aumentato dal 1 gennaio del 2016. Torno per avere i codici per compilare il modulo F24 per pagare le imposte. Ho compilato tutto e sembrava ormai fatta, alla terza visita, quando mi sono accorto che i codici che mi avevano dato per i subentro del nuovo affittuario, erano buoni solo se le condizioni restavano invariate. Sono quindi tornato una quarta volta e mi hanno detto che dovevo fare il contratto per un nuovo affitto. Ho ripreso i moduli, e sono tornato una quinta volta per chiudere il pregresso. Torno per la sesta volta a ritirare i moduli da pagare e quindi – aggiunge – vado anche in banca a saldare il tutto. Le file ai due uffici le lascio immaginare. Purtroppo in banca il modulo compilato dall’Agenzia delle Entrate non è stato accettato. Le lettere non erano chiare e per evitare errori sono tornato per la settima volta all’Agenzia delle Entrate. Il dipendente, gentilissimo, mi stampa il modello F24 per evitare altri disagi e finalmente riesco a pagare il dovuto. Torno per l’ottava volta all’Agenzia delle Entrate per la registrazione finale del nuovo contratto di affitto. Attendo un’ora per entrare nell’ufficio preposto e mi dicono che manca il certificato energetico dell’edificio. Faccio presente che per i locali ad uso artigianale non serve, quindi mi chiedono una fotocopia del mio documento perché agivo su delega di un’altra persona. Chiedo se possono farla loro e mi dicono che devo portarla io. Qui devo dire – racconta il contribuente – la tensione è iniziata davvero a salire. Quindi il dipendente si accorge che mancano 5 euro poiché il conteggio fatto da loro, conteneva un errore. Chiedo di poterli pagare subito anche con l’acquisto di una marca da bollo, ma mi dicono che è impossibile, preparano un altro F24 e devo tornare, per 5 euro, di nuovo in banca. Sono andato via arrabbiatissimo e una volta in banca mi dicono che il modello F24 è sbagliato di nuovo. Torno all’Agenzia, me lo stampano loro e torno di nuovo in banca”. Una vera odissea per il cittadino contribuente che voleva “solo” regolarizzare un affitto. “Io non me la prendo con gli impiegati – conclude l’uomo – anzi, alcuni di loro sono stati disponibili e gentili. Me la prendo con il sistema cui si sottopongono i cittadini che vogliono fare le cose in regola e soprattutto con i Dirigenti che dovrebbero avere la capacità di ben organizzare un ufficio e un servizio per gli utenti. Dopotutto un contratto regolarizzato comporta maggiori entrate per lo Stato, con tasse su tutto, dal pagamento mensile alla registrazione, fino alle marche da bollo, tutto da rinnovare annualmente. E’ anche un’imposta maggiore su Irpef e Imu, ma per chi è onesto è una strada tutta in salita, questa io mi chiedo, è l’Italia del G7?”.