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Divieti al mare di Cretarossa, gestori e il Comune pronti ad intervenire

Riguardo la vicenda del mare inquinato nella zona di Cretarossa a Nettuno, pur essendoci versioni diverse sui come e i perché della situazione, da parte di cittadini, dell’Amministrazione comunale e dei concessionari degli stabilimenti della zona, tutti sono uniti dalla volontà che la situazione di salubrità delle spiagge venga ripristinata al più presto.

Venerdì, sul posto si è presentato Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che ha voluto vedere con i suoi occhi la situazione dell’arenile. “Già un’anno fa mandai una nota al commissario – dice – ancor prima che venisse eletto il Sindaco, in cui facevo presente il problema dello scarico a mare delle fognature, situazione che non era sotto controllo da parte dell’amministrazione comunale. Quest’anno la situazione è peggiorata, a dimostrazione che la nostra azione preventiva riportata anche nella commissione ambiente, non è stata ascoltata. Il Sindaco è stato quindi costretto a fare questa ordinanza che letteralmente distrugge le stagione balneare. Quello che sta facendo l’Amministrazione comunale non lo so, noi abbiamo più volte scritto, anche dopo l’arrivo del sindaco, chiedendo di verificare lo stato delle fognature, oltre al fatto di bloccare la balneazione. Noi siamo pronti a collaborare con l’Amministrazione – ha poi concluso Santori – affinché non venga messa in ginocchio la realtà produttiva del territorio”.

A dire la loro sulla vicenda anche i concessionari delle spiagge che, dopo l’ordinanza del Sindaco e il polverone mediatico sulla faccenda, vedono la stagione lavorativa andare in fumo. “Siamo ad aprile e la stagione balneare può dirsi iniziata – spiega Massimo, uno dei concessionari degli stabilimenti “incriminati” – purtroppo però alcuni miei clienti dopo l’ordinanza del Sindaco hanno deciso di temporeggiare prima di prenotare l’ombrellone”. Le lamentele che arrivano dai concessionari degli stabilimenti sono varie e si rivolgono sia all’amministrazione comunale, che da giugno dello scorso anno, a detta loro, non ha preso seriamente in carico il problema; sia ai tanti che hanno sollevato polemiche senza conoscere bene la situazione in cui si trova davvero il tratto di spiaggia su cui al momento non si può accedere. “I prelievi che sono stati effettuati il 2 dicembre sicuramente riportano uno stato di inquinamento, ma si tratta di prelievi fatti in un tombino che raccoglie acque chiare che una volta finite nel mare si disperderebbero rientrando nei parametri consentiti. Inoltre, per quanto riguarda la sabbia posso garantire che i batteri, dopo giorni di sole, con il sale e l’ossigeno vanno a scomparire”. I prelievi dell’Arpa Lazio, l’Agenzia regionale per la sicurezza ambientale, verranno eseguiti ogni venti giorni per monitorare la situazione. Nel frattempo i concessionari delle spiagge si sono rivolti anche al Sindaco Angelo Casto proponendo delle soluzioni per fare in modo che la situazione venga ripristinata al più presto: “Siamo pronti anche a metterci dei soldi di tasca nostra purché questo disagio rientri al più presto – continua Massimo – sono un padre di famiglia e non voglio che i miei figli né tutti gli altri bambini che verrano al mare in questa zona facciano il bagno in acque sporche e giochino con la sabbia inquinata. Sono certo che in poco tempo riusciremo a risolvere il problema. Il Sindaco si è dimostrato molto disponibile, e ad oggi non voglio puntare il dito contro nessuno, le colpe sono di tutti, l’importante è che venga sistemata la faccenda senza creare allarmismo perché non ce n’è bisogno”.