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Anzio – Giù lo Splash down, poi subito il bando

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IMG_8450Mentre in questi giorni è in corso la demolizione dello Splash down ad Anzio, un evento storico e atteso da decenni viste le condizioni in cui era ridotta la palazzina costruita sull’acque negli anni ’50, che avrebbe potuto essere un gioiello e che invece era diventata un rudere pericolosissimo e a rischio crollo, già si guarda al futuro. L’abbattimento verrà completato entro oggi e, dopo la pausa di domenica, lunedì verranno portate vie calcinacci e parti metalliche (che saranno riciclate) con la messa in sicurezza della spiaggia e una vista stupenda restituita ai cittadini. Il capo della sicurezza del cantiere è Renato Marconi, Presidente della Marinedi, socio privato della Capo d’Anzio Spa che, nella giornata di ieri ha supervisionato l’avvio della demolizione del rudere. “Dopo l’abbattimento – ha detto – si procederà alla pubblicazione del bando. Il nuovo porto conterà oltre 500 posti barca e porterà a questa città benessere e posti di lavoro. Da qui, esattamente dove è stato abbattuto lo Splash down, partirà il nuovo braccio del porto di Anzio”. A riprendere l’evento della demolizione anche le telecamere del Tg3. “E’ un primo passo – ha detto il Presidente della società Alessio Ciro Mauro – stiamo lavorando senza sosta (e senza stipendio, lo ricordiamo) per procedere con il bando e avviare i lavori. Ce la stiamo mettendo tutta per rendere operativa la società e per creare i presupposti affinché questo progetto diventi realtà nell’interesse di tutti”. E i passi che sta facendo la società sembrano essere quelli giusti, con un confronto costante non solo con la Regione Lazio, ma anche con l’Autorità anticorruzione, che segue passo passo l’iter della realizzazione per volontà espressa del Presidente, che non intende vedere questa realizzazione bloccata a causa di errori procedurali. Il bando dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta europea già a metà settembre, nella speranza che stavolta susciti un maggiore interesse rispetto all’ultima selezione andata deserta. Sta di fatto che, grazie all’acquisizione dei moli degli ormeggi la situazione economica della società è in netto miglioramento e, oltre all’abbattimento in corso, altri lavori saranno comunque possibili. Il nuovo Porto sembra sempre meno lontano, con buona pace di chi da sempre a parole dice di volerlo e che invece sembra poi sempre remare contro.