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A Nettuno si raccolgono beni per profughi ucraini, i doni al Pecora nera

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La guerra in Ucraina continua e i civili quotidianamente vivono il dramma dei bombardamenti, degli spari e dell’invasione dell’esercito russo. Intanto dall’altra parte d’Europa, in Italia, un piccolo gesto di solidarietà non è mai inutile. Lo hanno capito bene i titolari del Bar Pecora Nera di Nettuno che hanno organizzato due settimane di raccolta di beni di prima necessità che sono stati destinati ai cittadini ucraini in fuga dal loro paese. Dopo un enorme sforzo che ha visto la partecipazione di tantissimi nettunesi, i pacchi con coperte, cibo, medicinali, bende, vestiti sono stati consegnati alla Chiesa Cattolica Ucraina Santa Sofia di Roma che farà avere tutte le donazioni ai profughi.
“Le cose funzionano bene perché ci sono persone che aiutano a realizzare anche le cose più difficili – scrive sulla pagine social “quelli della pecora nera”, il titolare del bar, Gildo – un grande grazie a Roberto Loreti titolare dell’azienda mille gomme, e Gianni e Annarita dello stabilimento Nettuno Beach per il grande aiuto e per averci permesso di invadere con i pacchi il suo stabilimento, infine un grande grazie a Fabio Capolei che ci aiuta a coordinare ed a rendere possibile tutte queste iniziative. Grazie a tutti. Ieri pomeriggio abbiamo consegnato tutto quello che in queste due settimane abbiamo raccolto. E stato un lavoro duro ma bellissimo. Quando abbiamo consegnato i pacchi alla chiesa di Santa Sofia è stata un’emozione grandissima, vedere le persone che ti ringraziano, e che, anche da qui, combattono una guerra ingiusta, ingiustificata. Continueremo a raccogliere perché l’emergenza continua.  Abbiamo consegnato presso la chiesa di Santa Sofia a Roma tutti gli aiuti che abbiamo raccolto finora. La comunità Ucraina ringrazia tutti coloro che hanno partecipato. La raccolta continua e speriamo di poter fare presto un altro carico.
“Dal profondo del cuore vi inviamo i nostri ringraziamenti per il vostro sostegno. Grazie di essere al nostro fianco. È il momento del dolore ma dobbiamo metterlo da parte per reagire e fare tutto il possibile per i nostri fratelli. Grazie a Voi non ci sentiamo soli, sappiamo che ci siete. Per favore non smettete di starci vicino” le parole di ringraziamento di Don Yaroslav Semehen, presidente dell’associazione religiosa per i cattolici ucraini.